Se pensate di controllare perfettamente i vostri istinti mangerecci quando fate uno spuntino o vi trovate a tavola, beh, vi sbagliate di grosso. Esistono, infatti alcuni elementi che determinano la nostra assunzione di cibo e agiscono in noi senza che ce ne accorgiamo. Ad esempio, se nel ristorante dove ci troviamo suona un determinato tipo di musica abbiamo una probabilità statisticamente maggiore di ordinare un dessert, se la grandezza della confezione è maggiore, mangeremo di più, e ancora, se in un buffet ci sono molte cose, ce ne serviremo di più, se il cucchiaio con cui possiamo servirci è più grande mangeremo di più, ed infine se il nostro commensale mangia molto, mangeremo di più anche noi!
E proprio di queste circostanze che influiscono sull’assunzione alimentare si è occupato il prof. Brian Wansink in un divertente articolo del New York Times, in cui ha raccontato anche i curiosi esperimenti che ha condotto per dimostrarne l’influenza.
Dalle sue ricerche è emerso per esempio che ci basiamo moltissimo su quanto sta mangiando la persona seduta vicino a noi, tanto che possiamo aumentare o diminuire la nostra assunzione di cibo di più del 20 per cento per uniformarci al nostro commensale.
Il Dott. Wansink è poi particolarmente fiero della sua ciotola per zuppa senza fondo, che lui ed alcuni studenti hanno inventato. Questa ciotola ha un tubicino di plastica che immette una quantità di zuppa di pomodoro e mantiene la ciotola sempre mezza piena, senza che il soggetto se ne accorga. E' stata realizzata per esaminare cosa spinge la gente a smettere di mangiare: se le indicazioni visive o la sensazione di pienezza. Ebbene la gente che utilizzava delle ciotole normali ha mangiato circa 250 grammi; i soggetti che utilizzavano la ciotola senza fondo hanno mangiato circa 425 grammi! Alcuni fra questi ultimi non si sono fermati fino a che l'esperimento non è finito, 20 minuti dopo! In altre parole siccome la ciotola restava piena per metà si continuava a mangiare, trascurando sostanzialmente la sensazione di pienezza o bypassandola in un certo senso.
Dati questi risultati secondo Wansink è possibile utilizzare dei trucchetti per contenere l’assunzione di cibo promuovendo quella che lui chiama “una semplice consapevolezza” di meccanismi cognitivi ai quali nessuno è immune (a mio modesto parere, consigli un pò ovvii, ma da mettere in pratica!). Utilizzare questi trucchetti potrebbe far "risparmiare" da 100 a 300 calorie al giorno, e dopo un anno far pesare dai 4 ai 12 kg di meno.
Alcuni di questi trucchetti potrebbero essere:
- quando andate in un ristorante sedere vicino alla persona che pensate sarà il commensale più lento, cominciare a mangiare per ultimi,
- mettere nel piatto gli alimenti ad alto contenuto calorico, ma servire le verdure in una grande ciotola formato famiglia,
- non mangiare mai direttamente dal sacchetto,
- al buffet mettere sul piatto soltanto due cibi alla volta .
- non avere a portata né di mano né di occhio nessun tipo di snack e di dolcetto. È stato dimostrato che chi tiene in vista dolci e caramelle ne consuma più di chi li tiene nascosti.
- non bisogna neanche fidarsi delle indicazioni sulle confezioni: esagerare con i cibi dichiarati low-fat (e non low-calories) porta ad esagerare senza neanche rendersene conto e ad assumere insospettabilmente calorie inutili.
Fonte: Cornell University Food and Brand Lab